Logo
  • Certificata
  • Chi siamo
Formazione

La tavola rotonda di Persone&Conoscenze: dove va il mercato della formazione

Tavola rotonda Persone&Conoscenze: dove va la formazione. Copertina dell'articolo di Soluzione FAD con un tavolo rotondo stilizzato e quattro voci intorno.

Blog

La rivista Persone&Conoscenze ha promosso una tavola rotonda sulla formazione con 11 rappresentanti di aziende del settore: provider, piattaforme digitali, società di coaching e consulenza. Tra loro, su invito della rivista, c'era anche il nostro founder Francesco Pisciotta. Dal confronto è nato l'articolo "Formazione, c'è ancora molto da… imparare" di Lucrezia Carmazzi, nella sezione Tavola rotonda del numero di Settembre 2026, alle pagine 60-65.

La posizione di Soluzione FAD, in una riga: la formazione viene ancora trattata come tempo tolto al lavoro, mentre per chi la riceve è un motivo per restare. Qui trovi i temi emersi e cosa ne ricavi se la formazione la gestisci tu.

In breve: cosa è emerso alla tavola rotonda sulla formazione

  • Il mercato cresce ed è frammentato. Per farsi spazio contano l'ascolto e la relazione con il cliente, anche dopo la fine del corso.
  • Per molte aziende la formazione resta un obbligo che toglie ore all'operatività. I più giovani, invece, la cercano.
  • L'ingaggio si può accendere, ma regge quando chi impara ci vede un vantaggio. E il questionario di gradimento, da solo, non dice se un corso è servito.

Un mercato che cresce, e dove conta ascoltare

Il punto di partenza del confronto è stato un mercato in espansione, con molti operatori e nuovi che nascono di continuo. Come ci si ritaglia uno spazio? Al tavolo la risposta più condivisa è stata la relazione: ascoltare il cliente e costruire rapporti che durino oltre l'erogazione di un corso.

Su questo Francesco ha raccontato come lavoriamo, e la rivista l'ha riportato così: "Ci lasciamo guidare dalle esigenze; i clienti ci danno feedback e in base a quello orientiamo la nostra attenzione. Non siamo noi a decidere che cosa serve, lo scopriamo insieme con loro".

Per noi di Soluzione FAD vuol dire una piattaforma che si adatta a chi la usa: logo, colori e dominio dell'ente, e le richieste di personalizzazione che valutiamo una per una. Se stai scegliendo un fornitore, fagli una domanda semplice: cosa avete cambiato nell'ultimo anno perché ve l'ha chiesto un cliente? La risposta ti dice se ascolta.

La formazione vissuta come obbligo, e cosa cambia con la GenZ

Al tavolo è venuto fuori un problema che conosci bene: la formazione è vissuta come un obbligo. Francesco ha aggiunto il lato dell'azienda. Per molte imprese dedicare tempo alla formazione equivale a perdere operatività, e lo vedi ogni volta che un responsabile ti chiede di spostare il corso perché c'è una consegna.

C'è però un cambiamento, e arriva dalle persone più giovani. Al tavolo Francesco l'ha detto così: "La GenZ non vive la formazione come un progetto da subire; i giovani la cercano come strumento per essere competitivi e per evolversi professionalmente; questa novità può condurre anche alla riduzione del turnover aziendale".

Se i più giovani chiedono corsi, non trattare la richiesta come un'eccezione. Metti a disposizione i tuoi corsi da seguire quando serve, con materiale on demand e lezioni online e offline, nello stesso posto della formazione obbligatoria.

Formare le persone le fa restare

Al tavolo è stato messo sul piatto un rischio che le aziende temono: formi una persona e poi se ne va. Noi la vediamo al contrario, e Francesco l'ha detto così: "La formazione non allontana le competenze, ma stimola le persone a restare nell'organizzazione che le ha formate".

Chi ha ricevuto un percorso pensato per la sua crescita ha un motivo in più per restare. Chi ha cliccato in fretta un corso solo per chiuderlo, molto meno. Conta anche che la competenza si veda: con l'integrazione Open Badge di Soluzione FAD una certificazione diventa digitale e verificabile, e chi l'ha ottenuta può mostrarla.

Ingaggio e gamification: accendere l'attenzione non basta

Il punto su cui il tavolo si è trovato più d'accordo è questo: senza coinvolgimento non c'è apprendimento. La proposta di Francesco è stata usare anche il gioco e la competizione: "L'engagement può essere amplificato dalla gamification e dagli stimoli competitivi che si possono aggiungere ai percorsi formativi".

Al tavolo è arrivata anche una precisazione che condividiamo: la gamification attiva l'attenzione, ma poi serve una motivazione che venga da chi impara. E al tavolo tutti hanno concordato che spesso quella motivazione nasce dal vantaggio personale che la persona ci vede. Nella formazione aziendale la gamification apre la porta, il motivo per entrare lo dà l'utilità del corso.

Su come tenere viva l'attenzione abbiamo scritto una guida: come mantenere alta l'attenzione nei corsi online.

Misurare l'efficacia, oltre il questionario di gradimento

Al tavolo è emerso che molte aziende misurano la reazione dei partecipanti con il questionario di fine corso e spesso si fermano lì. Molte meno verificano cosa le persone hanno imparato, meno ancora se il corso ha cambiato i comportamenti, e pochissime se ha portato risultati all'azienda. Da qui la necessità, emersa nel confronto, di legare la formazione agli obiettivi aziendali.

Il gradimento ti dice se il corso è piaciuto. Per cominciare a capire se è servito, guarda altri dati: chi l'ha completato, dove si è fermato, come è andato al test. In Soluzione FAD il tracciamento registra ogni azione, con i report di avanzamento e per partecipante, e un registro esportabile. Se vuoi andare oltre, leggi come calcolare il ROI della formazione e-learning e come leggere i dati della formazione.

Il provider come consulente, e il posto dell'AI

Gli ultimi due temi, in breve. Al tavolo si è detto che il fornitore di formazione deve fare sempre più consulenza: capire i processi del cliente e costruire la proposta su quei vincoli.

Sull'intelligenza artificiale è emerso che può semplificare l'accesso ai contenuti, personalizzare i percorsi e accorciare la produzione, anche in più lingue. Non sostituisce però la motivazione di chi impara. Sul tempo della riflessione, quello in cui si rielabora ciò che si è vissuto, le posizioni erano diverse: per alcuni l'AI rischia di toglierlo, per altri può aiutare, se la si usa per porsi domande e non per avere risposte pronte.

Cosa ne portiamo a casa in Soluzione FAD

Usciamo da questo confronto con una conferma: ascoltare chi usa la piattaforma resta il nostro modo di decidere cosa costruire. Lavoriamo perché la formazione si misuri oltre il gradimento, e continueremo a sostenere una tesi semplice: formare le persone è un modo per tenerle, non per perderle.

Se vuoi vedere cosa puoi misurare sui tuoi corsi, oltre al questionario di fine attività, te lo mostriamo in una demo sulla piattaforma. Prenota demo

Fonte: Lucrezia Carmazzi, "Formazione, c'è ancora molto da… imparare", Persone&Conoscenze, sezione Tavola rotonda, pp. 60-65. Le frasi tra virgolette di Francesco Pisciotta sono tratte dall'articolo; le idee degli altri partecipanti sono riassunte senza attribuzione.